Messico e nuvole, la faccia triste dell’America. Guardando queste foto mi è venuta in mente la canzone di Jannacci, che sembra essere molto appropriata in questo caso. Siamo sulle montagne del Chiapas, due villaggi Indios : Zinacantan, gli Indios dei Fiori, e San Juan Chamula.
Indios, popolo antico.
La nostra guida ci ha illustrato molto bene la situazione. Gli Indios sono molto ostinati a voler vivere e conservare le loro tradizioni, usi e costumi, a costo di danneggiare anche se stessi. Malgrado il governo Messicano li assista con medici e medicine, cibo e tutto quanto serva alla sopravvivenza, essi rifiutano di adeguarsi alle regole di una giusta e moderna evoluzione.
Sono pressochè inavvicinabili, la guida ci ha raccomandato di non fotografarli, poichè credono che la fotocamera gli rubi l’anima, le foto le abbiamo fatte di nascosto e da lontano. Una delle poche cose moderne che apprezzano e consumano molto è la bevanda gassata Americana, poichè credono che faccia uscire gli spiritelli maligni dal loro corpo. Notate la pubblicità nella foto a fianco.
Abbiamo acquistato qualcosa del loro artigianato semplice e colorato, sperando di aiutarli in qualche modo. Gli Indios sono comunque grandi coltivatori di mais, vedi sotto foto di una grande piantagione. Le “tortillas” di mais sono il pane dei Messicani. Sempre insieme alla nostra guida, molto seria e preparata, siamo entrati nella chiesa che vedete nella foto grande sopra.
Una chiesa di Santi
La prima cosa che abbiamo notato è che non c’erano figure di Cristo o della Madonna, ma solo statue di Santi, poichè sono i soli in cui credono gli Indios. Il pavimento della chiesa era ricoperto da un sottile strato di paglia, non ci sono sedie. C’erano solo due donne sedute per terra, ci siamo avvicinati con cautela e rispetto. Una delle due donne, la più giovane, aveva un bambino tra le braccia. Aveva gli occhi chiusi, muco al naso, una respirazione affannosa, una brutta tosse grassa, e un rossore sul viso che indicava febbre alta. Pur non essendo medico la mia diagnosi fu facile, una brutta bronchite non curata. L’altra donna, probabilmente la nonna del bambino, aveva una gallina viva nelle due mani e la faceva girare intorno al bimbo, un rituale continuo. La guida ci spiega che quella gestualità era tesa alla cura del bimbo, con le proprietà taumaturgiche della gallina ! Aggiunse anche che in virtù del fatto che rifiutano medici e medicine, hanno una alta mortalità di persone e soprattutto bambini non curati. Mi è venuta una grande tristezza, lacrime e rabbia. Siamo scappati via, con un grande senso di impotenza, di frustrazione, davanti a una ingiusta, deleteria autodeterminazione e l’assurdo destino di un popolo.
Sono un navigatore e un viaggiatore e ogni giorno scopro qualche nuova regione dentro la mia anima – Khalil Gibran




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